4 Febbraio 2026
VADEMECUM PER ALLEVAMENTI DI BOVINI

Benessere animale in allevamento e durante il trasporto:
Per quanto riguarda l’allevamento, l’attenzione della Commissione europea è oggi principalmente rivolta a suini, avicoli e conigli, nell’ottica di una graduale e progressiva eliminazione delle gabbie.
I bovini invece, sono direttamente e pesantemente coinvolti dalle proposte di modifica dell’attuale normativa sul benessere animale durante il trasporto, presentate dalla Commissione nel 2023. Si tratta di una proposta in larga parte inaccettabile. Essa prevede in primis:
- il divieto di trasporto dei vitelli di età inferiore alle cinque settimane per distanze superiori ai 100 km;
- la limitazione dei viaggi verso il macello a un massimo di 9 ore, mentre quelli degli animali destinati alla vita produttiva potrebbero arrivare fino a 21 ore;
- l’obbligo di effettuare i trasporti esclusivamente in orario notturno qualora la temperatura esterna superi i 30 °C, con una durata comunque non superiore alle 9 ore;
- la presenza obbligatoria di un veterinario durante tutte le operazioni di carico degli animali;
- l’introduzione di spazi e altezze per capo sui mezzi di trasporto significativamente superiori rispetto agli standard attuali.

Biosicurezza:
Sulla base del D.lgs. 05.08.2022, n. 136, il Ministero della Salute ha avviato l’iter per l’adozione di un decreto recante le linee guida in materia di biosicurezza degli allevamenti bovini, modellate su quelle già emanate per la prevenzione della Peste Suina Africana nei suini e dell’Influenza Aviaria negli avicoli. Coldiretti ha tempestivamente rappresentato all’Amministrazione le specificità strutturali e gestionali degli allevamenti bovini, in particolare di quelli da latte. Il provvedimento risulta allo stato oggetto di rivalutazione.

Colostro:
Il Ministero della Salute, avendo riscontrato l’esistenza di scarse condizioni di salute nei vitelli da latte, con nota n. 8590 del 25.03.2025, ha richiesto alle ASL di verificare lo stato di salute dei vitelli fino a 30 giorni di vita mediante controlli a campione in allevamento sul livello di Immunoglobuline G (IgG) nel sangue.

Il vitello riceve tali proteine dal colostro. Un basso livello di IgG è quindi indice di una colostratura inadeguata. È stato segnalato che l’organizzazione necessaria per la raccolta e la conservazione del colostro non è sempre semplice e che dovrebbero essere esentati dai controlli gli allevatori che lasciano i vitelli sotto la madre per almeno 24 ore.

Direttiva sulle emissioni industriali (IED):
Fin dall’adozione della Direttiva IPPC (96.61. CE del 24.09.1996), i grandi allevamenti di suini e di avicoli sono stati ricompresi nell’ambito della normativa sulle emissioni industriali. Tale direttiva è stata successivamente sostituita dalla Direttiva 2010.75. UE (Direttiva IED), senza introdurre modifiche sostanziali per il settore agricolo. Un cambiamento significativo è intervenuto con la Direttiva 2024. 1785.UE, che ha rivisto la disciplina abbassando le soglie dimensionali degli allevamenti assoggettati alla normativa.

La Commissione europea aveva inizialmente proposto di includere anche gli allevamenti bovini nel campo di applicazione della direttiva, ma tale ipotesi è stata bloccata grazie all’azione di Coldiretti, sebbene la direttiva preveda comunque che la Commissione valuti in futuro la possibilità di estendere la disciplina anche a questo comparto.

"Coltiva Italia": 
L’art.3 del progetto di Legge “Coltiva Italia” affronta con decisione il problema della scarsissima percentuale di auto-approvvigionamento nazionale di carne bovina. Questa percentuale è scesa al 40 %, e gran parte di questa produzione è comunque realizzata ingrassando in Italia ogni anno circa un milione di vitelli francesi. Per produrre in Italia più vitelli dotati di sufficiente attitudine alla produzione di carne ci sono due modi:
1. aumentare il numero di vacche nutrici di razze specializzate da carne o di razze a duplice attitudine iscritte ai Libri genealogici;
2. aumentare il numero di vacche da latte coperte da tori di razze specializzate da carne. Questo intervento richiede l’uso di seme sessato di tori da latte per assicurare la rimonta delle mandrie.

Il Disegno di Legge attribuisce un grande ruolo ai Libri genealogici, ma se il MASAF confermerà il

taglio dei contributi alla Associazioni Nazionali Allevatori, sarà difficile che i Libri genealogici continuino ad esistere. Inoltre, il DDL indica quattro attività che possono essere finanziate con un totale di 300 M€ in tre anni:

  • Acquisto di manze di razze da carne o duplice attitudine carne/latte iscritte ai Libri genealogici;
  • Produzione di vitelli da vacche da latte o duplice attitudine incrociate con tori di razze da carne;
  • Svezzamento dei vitelli da 60 a 200 Kg;
  • Accrescimento dei bovini da 200 a 500 Kg.

Il 70 % del finanziamento è destinato alla filiera da carne e il 30 % alla filiera della duplice attitudine in regime di de minimis. Poiché le somme erogate derivano dal Fondo per lo Sviluppo e Coesione e devono seguirne le regole, sembra che l’80% delle risorse debba essere destinato alle regioni del Sud, e il 20% alle regioni del Centro-Nord (primo periodo del comma 178, della legge 30 dicembre 2020, n. 178).

Su questo tema e sulla ripartizione dei fondi tra allevatori, svezzatori e ingrassatori, la Coldiretti si impegnerà per trovare le soluzioni che portino, con equità ed efficacia, all’aumento della produzione nazionale di vitelli da carne.

 

Regolamento EUDR (DEFORESTAZIONE):
Il Regolamento UE 2023.1115 del 31.05.2023 stabilisce, in estrema sintesi, il divieto di immettere sul mercato e utilizzare prodotti ottenuti a seguito di deforestazione. Il divieto riguarda sia i prodotti vegetali coltivati su terreni precedentemente coperti da foreste, sia gli animali o i prodotti di origine animale allevati utilizzando mangimi provenienti da aree deforestate.

Il regolamento introduce un sistema estremamente complesso di dichiarazioni e di tracciabilità, che arriva fino al livello del singolo capo animale, anche nel caso di allevamenti situati all’interno di uno Stato membro dell’Unione europea.  A seguito di una battaglia particolarmente impegnativa, Coldiretti è riuscita a ottenere importanti correttivi rispetto all’impostazione originaria della normativa:

  • il rinvio di un anno (al 31.12.2026) dell’applicazione del regolamento alle grandi imprese;
  • il rinvio di un anno e mezzo per l’applicazione alle piccole e medie imprese (al 30.06.2027);
  • l’impegno della Commissione a rivedere e semplificare il testo del regolamento.

SQNBA - Sistema qualità nazionale benessere animale:
Secondo quanto previsto dall’articolo 7 del Decreto MASAF del 02.08.2022 dal 24.10.2025 non si sarebbero potute più utilizzare altre certificazioni volontarie dichiarazioni in etichetta relative al benessere degli animali allevati. Grazie all’azione sindacale di Coldiretti il suddetto termine è stato posticipato ad ottobre 2026. Tale richiesta è motivata dal fatto che la tardiva pubblicazione dei piani di controllo unificati non ha lasciato tempo sufficiente ad assicurare la piena operatività del sistema.

Inoltre, l’applicazione del SQNBA ha comportato alcune ulteriori difficoltà, rispetto alle quali Coldiretti ha realizzato un’azione mirata; esempio pratico, la revoca della certificazione al primo superamento del valore di 300.000 cellule somatiche nel Disciplinare per l’allevamento stallino di bovini da latte.

Le interlocuzioni con il MASAF e gli Organismi competenti proseguiranno per ovviare alle ulteriori criticità già rappresentate da Coldiretti, con particolare riferimento al “pascolo”, che ad oggi viene considerato tale solo se il terreno è lasciato inerbito da almeno cinque anni. Tale requisito, ha di fatto impedito l’accesso al livello 2 dell’Eco schema 1 agli allevamenti di pianura.

Inoltre, Coldiretti è riuscita ad evitare che l’industria obbligasse gli allevatori ad aderire al SQNBA, sostenendone i costi senza alcun compenso aggiuntivo. Si è infatti ottenuto un fondamentale chiarimento da parte del MASAF che ha ribadito l’assoluta volontarietà dell’adesione al SQNBA.

Rimane tuttavia un problema strutturale: il latte proveniente da allevamenti certificati non può essere confuso con quello di allevamenti che non aderiscono al SQNBA. Questa esigenza complica non poco la raccolta del latte, anche perché la certificazione di un allevamento può essere sospesa in caso di non conformità.

Malattie Animali:
Bluetongue
Si tratta di una grave malattia virale trasmessa da insetti ematofagi. Colpisce principalmente i piccoli ruminanti, ma anche i bovini risultano sensibili all’infezione e svolgono soprattutto il ruolo di “serbatoio” del virus.

Nel corso del 2025 sono stati registrati in Italia oltre 800 casi. Il Ministero della Salute ha pubblicato il 22.12.2024 l’elenco dei territori stagionalmente indenni dalla malattia, costituiti prevalentemente da province del Nord Italia libere da BlueTongue nel periodo invernale, con finestre temporali variabili a seconda della provincia. In Italia circolano attualmente tre diversi sierotipi del

virus: BTV3, BTV4 e BTV8.

 

LSD (Dermatite nodulare contagiosa)

Si tratta di una grave malattia causata da un virus trasmesso da insetti ematofagi. È meno contagiosa della BlueTongue poiché il virus non si riproduce nell’insetto, che ha solo la funzione di vettore. La malattia si è diffusa nei Balcani, in Grecia e successivamente anche in Italia (province di Nuoro, Sassari e Mantova) e in Francia. Grazie al tempestivo intervento dei Servizi Veterinari del Ministero della Salute, i focolai italiani sono oggi tutti chiusi e presto verrà riaperto in tutta la Sardegna il mercato dei bovini.

 

PPR (Peste dei piccoli ruminanti)

Si tratta di una malattia virale, simile alla Peste bovina. Colpisce principalmente ovini e caprini, ma anche i bovini risultano sensibili e svolgono soprattutto il ruolo di “serbatoio”. Endemica in Africa, è stata recentemente segnalata in Ungheria. Altamente contagiosa, può provocare danni gravi, motivo

per cui tutte le Autorità sanitarie europee sono in stato di allerta. Attualmente in Italia non sono presenti focolai di questa malattia.

 

 

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Il coltivatore veneziano

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