30 Giugno 2021
COLDIRETTI: GIOVANI IN AGRICOLTURA, LA PANDEMIA NON FERMA I PROGETTI DI SMARTIES.BIO E IL NEW YORK TIMES PARLA DI LORO.

30 Giugno 2021 Un’intera pagina del New York Times del 9 giugno u.s. dedicata ad un progetto della start up Smarties Bio in collaborazione con la docente Lane Selman dell’Oregon State University con il supporto di Brian Campbell fondatore di Uprising seed realtà sementiera statunitense che ha contribuito a fornire un aiuto logistico per la realizzazione del progetto Gusto Italiano che ha in primis un’importante valenza didattica. Una grande soddisfazione per i due giovani laureati, che, appassionati di agricoltura e innovazione dal gennaio 2020 sono protagonisti di un’azienda agricola che guarda al futuro con un doppio binario: da una parte il recupero e la salvaguardia della biodiversità, dall’altra lo sviluppo della ricerca genetica. Si tratta di Luca Bertaggia 28 anni laureato in scienze agrarie e Andrea Ghedina, 33 anni con alle spalle un dottorato di ricerca sul miglioramento genetico del radicchio, entrambi di Chioggia. La loro ambizione mira ad un’agricoltura smart, giovane e innovativa, capace di  salvaguardare l’enorme ricchezza delle tipicità locali guardando all’evoluzione del mercato e alle nuove tendenze, come ad esempio l’agricoltura urbana. E’ stata la loro intraprendenza, unita all’esperienza maturata in precedenza nell’azienda agricola T&T di Silvano Tiozzo Caenazzo che li ha portati a  conoscere la professoressa Lane Selman che si è fatta ambasciatrice del loro progetto negli Stati Uniti. Si sono dedicati con molta passione e tenacia allo studio di alcuni prodotti come il radicchio di Chioggia, Il cavolo Nero, il Broccolo Fiolaro, le Puntarelle di Galatina, prodotti che fanno parte della nostra ricchissima biodivesità, dal sapore unico, praticamente sconosciuti all’estero. “Abbiamo fatto breccia su un gruppo di farmers statunitensi di piccola dimensione che amano la biodiversità italiana poichè si  contrappone  all’omologazione tipica americana” spiega Andrea Ghedina, “essa infatti rappresenta un patrimonio inestimabile e poter trasmettere la cultura del seme di nicchia per noi significa una vittoria prima di tutto culturale”. La professoressa lane Selman in uno dei suo post istagram sul Culinary Breeding Network racconta con stupore e meraviglia delle oltre 20000 sagre italiane dove viene a galla la tradizione, la cultura e la passione degli italiani per il cibo dove protagonisti sono i prodotti tipici locali nella loro stagionalità elaborati in piatti che ne esaltano il gusto, la freschezza oltre che la loro storia. “Uno degli aspetti che più incuriosisce gli americani e su cui stiamo lavorando- afferma Luca Bertaggia - è insegnare loro ad apprezzare il sapore amaro tipico dei radicchi, apprezzandone la stagionalità, dando così la possibilità ai coltivatori statunitensi di avere la disponibilità di prodotto anche nei mesi invernali  dove normalmente il mercato per loro si ferma”.

Il lavoro di Luca e Andrea consiste nel recupero di semi di varietà antiche attraverso una  selezione e una ricerca volti a rispondere alle caratteristiche richieste dal mercato quali resistenza del prodotto, omogeneità, colore, sostenibilità. “ L’interesse è verso l’acquisto e il consumo di un prodotto sano, biologico, esente da batteriosi” specifica Andrea Ghedina.

“Guardiamo con ammirazione e positività a questi progetti di giovani agricoltori che colgono la sfida e integrano due mondi, il sapere della tradizione contadina e le più moderne tecniche di miglioramento genetico, cercando di trasmettere all’estero quello che per noi italiani è cardine irrinunciabile della nostra attività: la cultura del cibo” ha commentato il presidente di Coldiretti Venezia, Andrea Colla.

 

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