24 Giugno 2026
SICCITÀ: COLDIRETTI, LE ISTITUZIONI SI ATTIVINO PER AFFRONTARE LA CRISI

SICCITÀ: COLDIRETTI, LE ISTITUZIONI SI ATTIVINO PER AFFRONTARE LA CRISI

Salvan, Coldiretti Rovigo: “Necessario finanziare i progetti già disponibili da tempo”

 

Temperature anomale, precipitazioni azzerate e acqua salata del mare che risale il fiume Po: è questa la situazione nella zona del delta del fiume, l’area più a Est della provincia di Rovigo, colpita da risalita del cuneo salino e conseguente blocco dell’irrigazione per centinaia di aziende agricole.

“Sono passati solo 4 anni dall'ultima siccità - afferma il presidente di Coldiretti Rovigo e Veneto Carlo Salvan - e oggi ci troviamo nuovamente in crisi idrica, con una previsione climatica negativa per almeno altri 10 giorni; di conseguenza non è possibile rimanere fermi, va trovata una soluzione veloce e va pianificato un intervento immediato e poi nel medio-lungo periodo, in quanto assistiamo alla tropicalizzazione del clima e non si tratta più di eccezionalità. Ogni anno arriva il momento in cui scarseggia l’acqua ed essendo il nostro territorio nella fase terminale del Po è quello che rischia sempre la peggior sofferenza idrica”.

Coldiretti Rovigo ha da tempo interessato l'assessore regionale all’agricoltura e alla bonifica Dario Bond e lo ringrazia del suo diretto interessamento e, come detto anche oggi in Comune a Porto Tolle, propone che venga coinvolto il commissario alla siccità e capo della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, per la gestione di questa emergenza. “Riteniamo fondamentale – suggerisce il presidente Salvan - che l’attività di gestione della risorsa acqua sia sovraregionale, in modo tale da garantire disponibilità idrica a tutti, non soltanto ad alcuni territori”.

“La situazione – prosegue Salvan - evidenzia ancora una volta l’urgenza della realizzazione di un Piano nazionale degli invasi e di finanziare i progetti già pronti dei nostri Consorzi di bonifica, che già stanno dando dimostrazione della efficacia degli interventi realizzati negli ultimi anni: servono quindi subito milioni di euro per dare una risposta e far partire i progetti e nel frattempo, immediatamente, regolare in maniera ordinata e condivisa la gestione la risorsa idrica di tutto il bacino del Po; non è ammissibile che nella parte terminale ci si debba accontentare di quello che gli altri ci lasciano. Motivo per il quale serve un intervento politico da parte delle istituzioni e mettere in grado i nostri consorzi di effettuare interventi straordinari i cui costi però non debbono ricadere sui consorziati".

"Coldiretti - prosegue Salvan - chiede quindi alle istituzioni di attenzionare la situazione, da quelle provinciali a quelle nazionali, auspicando la presenza del Commissario sul territorio per toccare con mano la criticità; non stiamo parlando di un problema che interessa solo l'agricoltura, ma tutti i cittadini e gli operatori economici, come turismo, commercio e manifattura. Oggi il tema riguarda il Po ma a breve potrebbe riguardare anche l'Adige: un Polesine, terra di fiumi, senza acqua non può essere né vivibile né attrattivo, motivo per il quale non c'è tempo da perdere".

 

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